Facile come respirare: introduzione alla Mindfulness

Prima di raccontarvi la mia esperienza con la Mindfulness è necessaria una premessa: il mio discorso si limita appunto alla mia personale esperienza, e sarà volutamente sui generis. Non ritengo infatti questa la sede per approfondire la materia, né tanto meno ho la pretesa di essere esaustiva su un argomento così vasto.

La mia esperienza nasce grazie al consiglio di un paio di amici, impietositi da un mio appello su Facebook. Cercavo infatti qualcosa che potesse sollevarmi dall’ansia, e avevo lanciato un grido di aiuto semi-serio, per confrontarmi con qualcuno che si trovasse nella stessa mia condizione. Ero arrivata al punto in cui l’ansia era quotidiana, non mi dava mai tregua. Tra lavoro, impegni, pensieri e preoccupazioni vivevo la mia vita in modo automatico, senza neanche rendermi conto di quello che stessi facendo. Ero lì, presa dalle attività più comuni e  banali, e allo stesso tempo non ero lì. La mia mente era sempre impegnata in mille altri pensieri, spesso angoscianti, spesso proiettati nel futuro incerto e spaventoso.

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Ho cominciato leggendo un libro dal titolo orribile, “Il potere di adesso” di Eckart Tolle. Vi avverto, se siete come me (e con questo intendo dei cinici occidentali diffidenti e prevenuti verso tutto ciò che abbia anche lontanamente a che fare con roba new age), questa lettura non sarà facile: bisogna tapparsi il naso e superare parecchi scogli ideologici. Vi verrà da ridere e da piangere insieme.

Dovete sempre dire di sì al momento presente. Che cosa potrebbe essere più futile che creare resistenza interiore a qualcosa che già esiste? Che cosa potrebbe essere più inutile e più folle che opporsi alla vita stessa, che è adesso e sempre adesso? Abbandonatevi a ciò che esiste. Dite di sì alla vita, e vedrete come la vita all’improvviso comincerà a lavorare per voi anziché contro di voi.
E. Tolle, Il Potere di adesso

Brrrrrrrr…………

Tuttavia questa prima lettura mi è stata molto utile per scardinare una convinzione: che noi siamo la nostra mente. Ebbene no, non lo siamo, ed è proprio questa identificazione tutta occidentale a crearci tanta sofferenza. In realtà il nostro corpo fisico è importante quanto la componente mentale, e può aiutarci a riportare i piedi per terra in momenti di confusione e disagio.

Il nostro corpo è la nostra ancora di salvezza. Attraverso il nostro corpo riusciamo a spogliare l’esistenza di ogni sovrastruttura e intellettualismo. Ma come si fa? Quali tecniche usare per stare meglio e non farci divorare dai nostri pensieri? La soluzione è semplice, semplicissima. Come respirare. Anzi… la soluzione è respirare. Voi direte no, non fa per me, non mi va, non sono capace. Sbagliato. Provate a fermarvi. Ora fate un respiro profondo con la pancia. Mentre espirate, rilassate le spalle. Ripetete altre due volte.

Sentite la tensione che vi abbandona? Riuscite a percepire quanto eravate contratti? Avete notato come la vostra mente si sia per un attimo fermata, distratta dall’esercizio? Bene, ho una notizia per voi: state meditando. La forma più semplice di meditazione è infatti la concentrazione sul proprio respiro.

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La mindfulness mutua molte tecniche di respirazione e di rilassamento dalla meditazione zen, ma le spoglia di ogni valenza religiosa, filosofica o mistica. Questo è il limite, ma se vogliamo anche il vantaggio, della mindfulness: prendere delle tecniche antichissime di rilassamento e consapevolezza e “usarle” con un approccio totalmente laico. Incuriosita dallo zen, ho letto anche parecchie cose in proposito. Non per questo mi sono avvicinata al buddismo! Sono rimasta me stessa, e nonostante il mio cinismo devo ammettere di stare molto meglio.

Meditando (anche solo 10 minuti al giorno) piano piano capiamo che la mente è solo una componente di noi stessi, ed è la più capricciosa. Non possiamo darle il dominio sulla nostra vita, e rimanere preda dei suoi alti e bassi.

Bibliografia: “Il potere di adesso”, E. Tolle; “Vivere momento per momento”, J. Kabat-Zinn, “Zen in the city“, P. Subioli

di Thic Nhat Hanh (maestro zen vietnamita): “Spegni il fuoco della rabbia”, “Paura. Supera la tempesta con saggezza”, “Camminare con il buddha”, “La pace è ogni respiro”.

Tutte le foto sono di Federico Ferrari

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