Sonno

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‘Hypnos’ (dio del Sonno) Museo Nazionale Romano

“Non dormire, perdi tempo!” con questo grido un giovane giocoliere si rivolgeva a mio figlio di sei anni (che per l’appunto sonnecchiava in macchina) mentre eravamo fermi ad un semaforo.

Io nel frattempo stavo valutando la possibilità di dare un segno tangibile di gradimento alla svogliata esibizione appena offerta. Decisi per il sì ma solo per fermare quell’elfo dai capelli intrecciati e poter dire “Ma sei sicuro?”

Il ragazzo ovviamente è saltato via tutt’altro che interessato alla spiegazione che tentavo di imbastire nel breve tempo a disposizione con l’impazienza dei suoi freschi anni. Ho sorriso pensando che probabilmente il mio essere di mezza età, senza treccine e per giunta in macchina mi rendesse priva di interesse ed omologata.

Ebbene io sono una cultrice del sonno, lo ero anche quando frequentavo i centri sociali e forse ero meno omologata. Ho praticato questo culto riservando una sera a settimana al dormire e trovando questa esperienza sempre rigenerante. Oggi posso gestire il mio tempo in modo più flessibile e mi limito a non farmi venire i sensi di colpa ogni volta che spengo la luce prima del solito.

IMG_20180206_104850565.jpgIl sonno può avere molte forme e il riposo non è la più scontata:  il piacevole abbandono può lasciare posto all’ansia, alla sensazione che quella manciata di ore non siano che tempo rubato a tutte le preziose attività che la routine quotidiana non riesce ad accogliere. Ma si dorme anche per fuggire il domani e procrastinare scelte, responsabilità, dolore. E’ una questione seria e richiede una certo equilibrio mentale e fisico.

Una volta superato il periodo dell’infanzia, il bisogno di dormire è generalmente considerato una debolezza. Suscita ammirazione (anche da parte mia) chi riesce a farsi bastare quattro ore di sonno. Mentre noi ignari ce la spassiamo con Morfeo e il libro sul comodino prende polvere lei/lui legge, vede film, incontra persone, disegna fumetti, aggiusta biciclette… vive un mondo parallelo e denso.

Dalle tenebre sonnacchiose in cui ci tuffiamo festosi noi morfeiani ecco arrivare la benedizione che tutti attendevamo, a dispensarla è il neuroscienziato Matthew Walker direttore del Center for human sleep science dell’Università della California Berkeley.  Dalle pagine dell’ The Observer  un articolo di Rachel Cooke dà conto delle ricerche del dottor Walker a sostegno di chi (ovviamente aldilà di qualsiasi seria patologia) rivendica più sonno per tutti. Il numero 1227 di Internazionale ci permette di leggerlo in italiano (evviva!).

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‘Testa di fanciulla dormiente’ Museo Nazionale Romano

La stessa Rachel Cooke ammette che non è semplice entrare nel dettaglio del lavoro del dottor Walker e che alcune parti del suo libro Why we sleep sono impegnative per una persona non addetta ai lavori.

Il messaggio che ne esce tuttavia è chiaro e le sue posizioni nette:  la mancanza di sonno genera gravi danni alla nostra salute e sarebbe compito dei governi intervenire con campagne di sensibilizzazione verso la necessità per tutti di rispettare il riposo notturno. L’OMS (contraria a qualsiasi tipo di lavoro notturno) consiglia 8 ore di sonno. Abbassare questa soglia può provocare una diminuzione delle cellule ‘killer’ (preposte ad attaccare quelle cancerogene) anche del 70%!

Il sonno influisce sulla glicemia, sul sistema immunitario e preserva da alcune malattie degenerative come l’Alzheimer.

Il dottor Walker ha studiato i cicli con cui il cervello scandisce il dormire soffermandosi sull’attività svolta durante il cosiddetto sonno profondo (per i particolari rimando all’articolo). In questo ambito particolare importanza assume il sogno. Sognare aiuta la nostra mente ad elaborare le emozioni e a renderle più accettabili con forti ripercussioni sulla vita attiva.

Le sue raccomandazioni sono: seguire un regime di vita regolare, cercando di andare a dormire sempre alla stessa ora (comunque presto), tenere lontani dalla camera da letto computer e cellulari e diminuire l’esposizione a fonti di luce intensa durante la sera. L’auspicio per il futuro: scuole con orari di entrata posticipati (aumenterebbe il quoziente intellettivo dei ragazzi) e premi aziendali a chi dorme (per una maggiore produttività).

Ovviamente Matthew Walker non è il solo a portare avanti questa battaglia, ci sono numerosi studi epidemiologici sull’argomento e tutti conducono alla stressa conclusione più si dorme più si sta bene.

Difficile pensare ad un cambiamento così radicale, abbiamo ancora il potere di rivoluzionare i ritmi che ci impone il nostro tempo? Non fosse altro perché le ore di lavoro e di spostamento tra casa e luogo di lavoro sono superiori a qualsiasi standard l’OMS possa indicare! Intanto potremmo cominciare a non avere paura della nostra stanchezza e a gestire con maggiore consapevolezza il tempo prezioso del riposo comunque lo si voglia intendere.

A proposito … il 16 marzo è stata la Giornata Mondiale del Sonno 

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Affresco dalla ‘Villa di Livia’ Museo Nazionale Romano

 

Elogio dei sogni

In sogno

dipingo come Vermeer.

Parlo correttamente il greco

e non soltanto con i vivi.

Guido l’automobile,

che mi obbedisce.

Ho talento,

scrivo grandi poemi.

Odo voci

non peggio di autorevoli santi.

Sareste sbalorditi

dal mio virtuosismo al pianoforte.

Volo come si deve,

ossia da sola.

Cadendo da un tetto

so cadere dolcemente sul verde.

Non ho difficoltà

a respirare sott’acqua.

non mi lamento:

sono riuscita a trovare l’Atlantide.

Mi rallegro di sapermi sempre svegliare

prima di morire.

Non appena scoppia una guerra

mi giro sul fianco preferito.

Sono, ma non devo

esserlo, una figlia del secolo.

Qualche anno fa

ho visto due soli.

E l’altro ieri un pinguino.

Con la massima chiarezza.

W. Szymborska (proprietà Adelphi edizioni)

 

 

 

2 pensieri su “Sonno

  1. Che bello dormire, sono anni che dormo troppo poco. E i figli che si svegliano presto non aiutano, i doppi caffè e le varie ansie da programmazione neanche. Saper dormire a casa come quando si è in vacanza sarebbe una bellissima conquista. E anche oggi che è festa ho già dovuto rinunciare al sonno per una marmocchietta che voleva fare colazione..😅

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  2. C’è chi durante il sonno ritrova sé stesso: mio marito dice spesso che non faccio che borbottare… Forse ripenso alle vicende della giornata in cui devo far buon viso a cattivo gioco? Dovrò anche sfogarmi un po’, ma forse quello è il momento meno adatto!
    Quando guardo i miei figli dormire, un po’ li amo e un li invidio, perchè quel sonno lì, pesante, perfetto 8un macigno) io non riesco più a farmelo!
    Buon riposo a tutti…

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