Autostima

I bambini sanno essere cattivi, innocentemente si spera, ma spesso feriscono i coetanei con derisioni che possono sembrare banali ma segnano i più sensibili. Cosa possiamo fare?

Un’amica mi racconta della figlia 5enne derisa dalla compagnuccia di classe per i suoi capelli corti; un’altra amica mi racconta come il figlio anche lui 5 anni non voglia più indossare le sue adorate magliette a righe perchè il compagno di classe ha detto che sono brutte. Leggo poi sul gruppo di mamme su Facebook che una bimba di 3 anni viene derisa per le sue sopracciglia molto folte.

bimbo

Dietro ai bambini che prendono in giro i compagni di solito ci sono famiglie che hanno difficoltà a creare quell’atmosfera serena e fiduciosa che rende i bambini amichevoli verso gli altri? Spesso si, ma non sempre. Forse ci sono famiglie troppo attente all’estetica, alle apparenze, alle forme. Famiglie che parlano male di altre persone davanti ai bambini passando così involontariamente un modello di denigrazione dell’altro che poi loro applicheranno a scuola.

Mi chiedo quindi come fare ad aiutare i nostri figli a costruirsi una personalità e una autostima che siano abbastanza forti da renderli immuni al giudizio negativo degli altri ed evitare che loro stessi deridano gli altri?

Mio figlio lo scorso anno non voleva più la tovaglietta con i gatti e la maglietta di Olaf perchè in classe avevano detto che era da femmina. Abbiamo iniziato in casa una campagna di sensibilizzazione in entrambe le direzioni, da un lato cercando di fargli capire che se una cosa piace a lui non ha bisogno dell’approvazione della classe per usarla; dall’altro abbiamo iniziato a sottolineare che anche gli altri hanno lo stesso diritto e non si deve deridere nessuno per le scelte che fa. Non so quanto siamo riusciti a passargli ma il messaggio che gli arriva da casa è sempre di rispettare tutti.

Ho letto poi su internet in questi giorni un interessante decalogo per aiutare i figli a crearsi autostima: Miniguida alla costruzione dell’autostima nell’infanzia e mi è sembrato utile.

Un’altra insicurezza che li colpisce crescendo è il confronto con le abilità degli altri. Avete mai sentito la frase “Non lo so fare, mi sono fatta aiutare da (nome dell’amico/a)”? A casa mia di continuo… quindi l’altro fronte dell’autostima passa anche da li, dal fare materialmente da soli, capendo che si può sbagliare prima di ottenere un risultato perfetto. Così dopo mesi di “E’ più bello se lo fai tutto da sola!” abbiamo ottenuto un bigliettino di pasqua

Aiutami a fare da solo” richiama gli educatori a non interferire con impazienza nello sviluppo dei bambini, a non sovrapporre la nostra domanda al loro personale percorso maturativo ma a fornire ai bambini gli aiuti opportuni, nei tempi opportuni, come risposta ai continui e differenti bisogni: i bambini imparano da soli. Un impulso vitale naturale spinge infatti il bambino ad agire per conoscere ed apprendere attraverso la personale esperienza.
 rapunzel.jpg

Aiutiamoli essendo sempre presenti e disponibili, ma aiutiamoli a costruire la propria casa da soli, senza lasciare che mamma o papà la facciano per loro.

Che vengano bene o male non importa, dobbiamo imparare che è bello aver fatto le cose da soli, averci provato è spesso più importante del risultato.

Noi per il bigliettino di Pasqua siamo riusciti ad avere una Rapunzel fatta in autonomia, con l’aiuto dell’amica l’avrebbe fatta sicuramente più verosimile, ma questa almeno è un tentativo di crescere in autonomia. Ne siamo rimasti tutti entusiasti.

 AGGIORNAMENTO DEL 14/04/2017

Ho trovato anche questo articolo che raccoglie degli ottimi suggerimenti per la crescita felice dei figli.

Soprattutto questa parte:

7- Non organizzate tutto il loro tempo libero; fate in modo che possano avere dei tempi da gestire in piena autonomia.

8- Non sentitevi in obbligo di sollevarli dai momenti di noia; grazie al senso di noia avranno la possibilità di sfruttare immaginazione e creatività per fare qualcosa. La noia è un fattore trainante, è ciò che porta a motivare se stessi a fare le cose. Se al bambino è lasciata la possibilità di annoiarsi, si aiuta a renderlo più autosufficiente.

3 pensieri su “Autostima

  1. Argomento delicatissimo e arduo da gestire. Poi c’è chi, come me, ha un bambino di quasi cinque anni che tempo un secondo fa un disegno-sgorbio, tempo un’altro secondo e lo colora distrattamente (uscendo fuori dai contorni), utilizzando colori tutt’altro che verosimili. E poi commenta – da solo: “E’ bellissimo!”. Annuendo suggerisco possibili eventuali migliorie ma la reazione è sempre la stessa: “A me piace così”.

    Tié! Me lo merito 🙂

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