Amici?!

Nelle amicizie cosa conta di più, rendere l’altro felice o essere onesti?

Ti ritrovi a quasi quarant’anni e pochi amici, molti persi per strada per incompatibilità di stili di vita, molti emigrati o conosciuti in posti troppo lontani per vedersi nei fine settimana. E poi ci sono quelle due tre persone che hanno sempre contato tanto nella tua vita, da quando eri adolescente convinta di essere grande, smaliziata e padrona del tuo mondo e che tutt’a un tratto non ti sono più amiche.

Teste di plasticaInsisti per parlarne con loro, perchè non butti alle ortiche un’amicizia di vent’anni per una ripicca o un fraintendimento, cerchi un confronto (che a volte arriva e altre no) e dopo anni scopri che le cose che dicevi in tutta onestà, a volte boriose e altre umili ma sempre oneste, erano interpretate, eviscerate o semplicemente percepite in modo tanto, troppo diverso, da come le vedevi tu. Scopri che sei cresciuta e migliorata nel carattere, non più sulla difensiva, e invece per la tua amicizia persa sei “cambiata”, “diversa”, “imborghesita”. Non mi era stato detto per non farmi soffrire, ma l’amicizia non si basa proprio sull’onestà?

Allora piena di dubbi ti guardi intorno e scopri che le persone che credevi ti conoscessero meglio ti guardano come ti potrebbe guardare il nuovo parrucchiere dove vai a fare la piega: “Signora vogliamo azzardare un po’ questa volta e fare dei colpi di sole o cambiamo colore?”, come ti guardano le mamme di scuola dei tuoi figli arrivando solo all’apparenza, allo strato superficiale delle cose.

Ho fatto bunjee jumping sul Battersea Bridge di Londra, ho festeggiato lo scudetto degli Hansin Tigers ad Osaka con dei perfetti sconosciuti vestiti da tigrHanshin Tigerse, ho colorato i miei capelli di tutte le sfumature di rosso che c’erano in commercio quando avevo vent’anni, ho lavorato per Foster and Partners al progetto santa Giulia, ho provato a fare la traduttrice di manga senza successo, ho scritto articoli per giornali e intervistato celebrità, ho fatto yoga a Om Beach, ho dormito alla stazione di Campo di Marte un’infintià di volte per tornare dai concerti, ho dormito nelle case troglodite a Matmata (quando ancora non avevo visto neanche un episodio di StarWars), ho fatto tante altre cose che non mi ricordo e che forse solo Caterina potrà aiutarmi a ricordare.

In fin dei conti sono io che non mi apro più con nessuno. Le nuove amiche sanno poco di me, i colleghi ancora di meno, di quello che ho vissuto e dell’appagamento per ciò che ho ora, che mi spinge a fare una vita normale, banale, abitudinaria (e per una che non riesce a mantenere vivo neanche un programma settimanale definirmi abitudinaria è proprio il colmo!).

In questo silenzio disinteressato spiccano quindi le mancanze, quelle poche persone con cui mi sono sempre aperta. E che però hanno interpretato a modo loro. Che pensano che la mia vecchia me e la mia nuova me non siano solo un’evoluzione fluida, un cambiare fisiologico, una ricerca di felicità che non transige dal confronto.

Siate sempre onesti con i vostri amici, se fanno qualcosa che non vi piace diteglielo subito, non dopo anni che accumulate rancori, non aspettate che se ne accorgano da soli, che se hanno gli occhi foderati di prosciutto come me non si accorgeranno mai di avervi ferito, offeso o mancato di rispetto.

Disclaimer:
l’immagine dei manichini viene da qui: http://www.nientedinuovo.it/public/29898.jpg
la foto con i supporters degli Hanshin Tigers è proprietà del sito Unrequired Thoughts e protetta da copyright e ogni riproduzione deve essere previa autorizzazione chiesta a unrequiredthoughts@gmail.com

4 pensieri su “Amici?!

  1. Sembra dunque un destino comune questo. Purtroppo credo sia fisiologico, le persone crescono e cambiano e anche i rapporti di amicizia evolvono in meglio o in peggio. Spesso in peggio e ci si allontana, forse peró perchè spesso subentra l’invidia, un sentimento ostile all’amicizia. Allora lì alzo le mani e mi arrendo, non voglio amici invidiosi, meglio perderli. E ripeto dentro di me un mantra liberatorio. “Lascia andare ció che vuole andare. Lascia venire ciò che vuole venire.
    Tu rimani con ció che rimane.”
    Credimi mi ha aiutato tante volte a farmene una ragione. Ti abbraccio e complimenti per il bunjee jumping.

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