L’Angelo Custode geolocalizzato.

Favola moderna, con pioggia costante. Un sincero ringraziamento va al signor A.

(Ci sono nuvole e nuvole).

IMG_2836Pioveva. E sarebbe piovuto tutto il giorno. Nuvoloni grigi da mane a sera. L’altro giorno dopo il lavoro, come spesso mi capita, sono andata di corsa a fare la spesa, e poi di corsa a casa a sistemarla, perché mi aspettava un pomeriggio piovoso e sicuramente di corsa, con recupero di due bambini in due complessi scolastici diversi, merenda on the road, accompagno del figlio più grande alla palestra per la lezione di Judo, ritorno a casa col terribile figlio più piccolo che avrebbe fatto sicuramente resistenza (il tatami su cui si svolge l’allenamento sembra attrarlo più che mai). Peccato che una volta rientrata in casa subito dopo la spesa, mi sono resa conto che il mio cellulare non c’era più. Tasche, borsa, buste della spesa: no. Ho provato a telefonare al supermercato: nulla. Sono scesa in macchina, con la pioggia battente, a rovistare sotto i sedili: niente. L’idea di dover andare a spendere un bel mucchio di quattrini senza alcun preavviso mi ha spiazzato completamente. E poi i soliti dubbi: le foto dei bambini, i codici delle carte… Insomma diciamo pure che un certo vago malumore si è impossessato della mia persona in toto.

D’un tratto ho ripensato all’ultima volta che era accaduta una cosa del genere (col telefono nuovo di zecca: quella sì che fu una incavolatura epocale); quando andai a sporgere denuncia ai Carabinieri, il più giovane, un ragazzetto sveglio, mi chiese se avessi attivato quell’ impostazione che in maniera tutt’altro che sibillina la Apple chiama “trovailmioiPhone” (per chi non sapesse come fare: aprire impostazioni cellulare, e poi dati cellulare). All’epoca non lo avevo fatto. Ma col telefono successivo, modello più scrauso e di ripiego, quello peraltro attuale, sì. Così, ho aperto il computer e ho tentato di capire come cercare la posizione geografica di quel mio povero iPhone vecchio e malandato, da sempre un mero ripiego… Ora, a ben pensarci, l’idea di farmene uno nuovo cominciava a stuzzicarmi! Nuovo o medio modello, usato ben tenuto o rigenerato, cioè ricondizionato… Mumble mumble… Ecco già frullarmi tentazioni simili in testa!

iCloudPer chi non sapesse come usarlo posso assicurare che è facilissimo, basta andare su iCloud con il proprio ID e con la propria password, e in quattro-e-quattro-otto si trova la posizione. La conditio sine qua non rimane l’aver attivato in precedenza iCloud, cioè l’archivio in remoto dove conservare i dati, un servizio a pagamento, per cui io spendo ben €0,99 al mese. Esiste anche la App “trovailmioiPhone” che temo possa essere scaricata ed utilizzata con le medesime premesse. Ma tornando alla ricerca, ecco il pallino pulsante sulla mappa! Vicino al supermercato, ma in una via mai percorsa in quella giornata: questo voleva dire che qualcuno lo aveva preso, se ne era impossessato, forse addirittura un nerd smanettone in grado di trovare il codice di sblocco!? Suspance.

Ho provato a telefonarmi. Cioè a telefonare col cordless di casa al numero del mio dispositivo. Squilli a vuoto. Nel frattempo ho avvertito i miei genitori e il mio pseudo-marito. I quali hanno tentato anche loro. Alla mia sesta telefonata, ecco una voce dall’altra parte rispondere con tono di sollievo. Nel senso che non so spiegare se era più sollevato lui, il signore che ha risposto, o io. Mi sono presentata dicendo: “Sono la proprietaria di quel cellulare…”, e lui mi ha detto: “Non riuscivo a rispondere!”. Il signor A.,nonostante la voce molto giovanile, mi ha confessato che avendo una certa età e non sapendo di dover scorrere il dito sullo schermo, non era stato in grado di rispondere alle svariate telefonate che arrivavano. Poi mi ha raccontato che il luogo del ritrovamento era stato il parcheggio del supermercato. Arrivato il momento di darci un appuntamento, lui mi ha dato il suo indirizzo, ed io volevo quasi interromperlo: “Ma sì lei sta in via tal-dei-tali, lo vedo qui sul mio computer!”. Mi sono fermata in tempo. Ho pensato che era una violazione della privacy in piena regola; che per trovare il mio dispositivo avevo goduto di informazioni riservate, come l’indirizzo esatto dell’onesto signor A. Insomma lo ammetto: non ci penso mai, io, a queste cose e poi cado dalle nuvole (come al bisogno invece ci salgo, su iCloud, lo avevo appena fatto!). Non penso a quanto siamo rintracciabili, seguiti, pedinati, controllati.

mappa

A. è un signore simpatico, distinto; piove ancora e mentre mi fa entrare nell’androne del portone del suo palazzo mi mostra il suo telefono cellulare: niente touch screen, somiglia all’antichissimo Startac, i tasti con i numeri sono grandi e ben visibili, mi dice ridendo “Vede? Il mio è da vecchietti!”. Guardandolo mi è venuto in mente il pallino rosso sulla mappa che pulsava. Non ha voluto neanche che gli offrissi un caffè… Pensare che aveva addirittura deterso il vetro del display! Ho immaginato in realtà che lo avesse fatto sua moglie, di cui avevo letto il cognome sul citofono; ho immaginato una casa signorile di brave persone sui 70-75 anni, in cui era entrato per caso un oggetto non identificato, sozzo di pioggia e fanghiglia del parcheggio del supermarket, un aggeggio odioso che squillava e impossibile da tacitare. Ho ringraziato di cuore il signor A., con un po’ di vergogna, per poi rituffarmi nel mio pomeriggio di nuvole e pioggia, di corsa.

Se fossimo tutti come lui, l’impostazione “trovailmioIphone” non servirebbe neanche. Ci pensate?

Tutte le immagini sono copyright di @whilemyguitargently 

4 pensieri su “L’Angelo Custode geolocalizzato.

  1. Fantastica App, continuo a dimenticare di scaricarla. Che fortuna aver trovato un gentilissimo il signore che te l’ha restituito. Però devo ammettere che ormai i nostri movimenti sono tutti tracciati. E se da un lato è utile, d’altro canto rende tutto molto inquietante.. 🤨

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